ETICHETTATURA DEL LATTE E DELL'ACQUA PDF Stampa E-mail
Igiene
Scritto da Damiano Savin   

LATTE FRESCO

Sull’etichetta del latte fresco, oltre alle altre indicazioni relative all’etichettatura dei prodotti alimentari, deve esserci il riferimento territoriale cui fanno capo gli allevamenti di origine del latte impiegato. Sulle confezioni saranno quindi segnalate:

- la zona di mungitura nel caso in cui sia possibile dimostrare la provenienza del latte fino agli allevamenti di origine con l’indicazione di comune, provincia/e italiana/e, (o del Paese dell'Unione europea); in alternativa e' consentito indicare: la/le regione/i italiana/e (ovvero del Paese dell'Unione europea) ovvero: «Italia» (o il nome del Paese dell'Unione europea) nel caso di provenienza del latte crudo dall'Italia o da altro singolo Paese U.E.; «UE» nel caso di provenienza del latte da più Paesi membri comunitari

- la provenienza del latte nel caso in cui non sia possibile dimostrare la provenienza del latte fino agli allevamenti di origine con l’indicazione della/e provincia/e italiana/e (o del Paese dell'Unione europea) in alternativa e' consentito indicare: la/le regione/i italiana/e (ovvero del Paese dell'Unione europea); ovvero «Italia» (o il nome del Paese dell'Unione europea) nel caso di provenienza del latte crudo dall'Italia o da altro singolo Paese UE; «UE», nel caso di provenienza del latte da più Paesi membri comunitari; «Paesi terzi» nel caso di provenienza del latte sia da Paesi dell'Unione europea che da Paesi extra Unione europea o solo da Paesi extra Unione europea.

 

LE ACQUE

CHE COSA SI DEVE TROVARE SULL’ETICHETTA

• La denominazione legale “acqua minerale naturale”.

Integrata se necessario, con ulteriori informazioni

quali ad esempio: “totalmente degassata”, “aggiunta di anidride carbonica”, “effervescente naturale”…

• Il nome commerciale dell’acqua minerale naturale

• Il nome della sorgente ed il luogo di utilizzazione della stessa

• L’indicazione della composizione analitica, risultante dalle analisi effettuate, con i componenti caratteristici • La data in cui sono state eseguite le analisi e il laboratorio presso il quale dette analisi sono state effettuate

• Il contenuto nominale (ad esempio: 1 litro, 50 cl.)

• I titolari dei provvedimenti di riconoscimento e di autorizzazione all’utilizzazione

• Il termine minimo di conservazione

• La dicitura di identificazione del lotto, salvo il caso in cui il termine minimo di conservazione figuri con l’indicazione almeno del giorno e del mese

• Informazioni circa gli eventuali trattamenti consentiti

La dicitura “e” che sta ad indicare che l’acqua è stata controllata ai sensi delle norme europee.

 

ALLE ACQUE IDONEE AL CONSUMO UMANO NON PRECONFEZIONATE, SOMMINISTRATE NELLE COLLETTIVITÀ E NEGLI ESERCIZI PUBBLICI: devono riportare sul contenitore, ove trattate, la specifica denominazione di vendita “acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata” se è stata addizionata di anidride carbonica. In tal modo, ad esempio, nei ristoranti si può somministrare acqua di rubinetto trattata (con filtri e scaraffata), ma sulla caraffa devono essere riportate le suddette indicazioni.”.

 

Non è consentito il riferimento esplicito a proprietà curative o di prevenzione Sulle etichette o sui recipienti delle acque minerali naturali possiamo però trovare una o più indicazioni di massima sugli effetti più caratteristici della stessa (“può avere effetti diuretici”, “stimola la digestione” ecc.).

 

La scritta “microbiologicamente pura” ci garantisce che l'acqua non contiene alcun microrganismo pericoloso.

 

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