Asparago di Bassano PDF Stampa E-mail
I Colli Berici e l'Alto Vicentino
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TRA STORIA E LEGGENDA

L’asparago bianco di Bassano ha origini antiche e leggendarie, che ci rimandano a un lungo periodo storico a cavallo tra il 1200 e il 1500. La leggenda più antica narra che Sant’Antonio da Padova, che era di origini portoghesi e aveva vissuto alcuni anni in Africa, apprezzasse l’asparago e ne diffondesse la conoscenza nel Bassanese dove si era recato per ridurre a più miti consigli il sanguinario signore – siamo intorno al 1220 – del Veneto occidentale Ezzelino da Romano. L’asparago è legato a Sant’Antonio anche perché si fa normalmente terminare la stagione del raccolto il 13 giugno, nella ricorrenza del santo.

Un’altra leggenda risale al 1500 ovvero all’epoca in cui appaiono le prime testimonianze scritte della produzione di asparagi nel Bassanese. Si narra che una violentissima grandinata distrusse a quell’epoca gran parte delle colture. I contadini, ridotti in miseria, rivoltarono la terra alla ricerca di radici e tuberi per lenire la fame e scoprirono invece una delizia: il saporito, gradevole e delicato asparago bianco.

CARATTERISTICHE TECNICHE:

Nome botanico: Asparagus officinalis L.: così Carlo Linneo (1707-1778) chiamò la pianta. La parola officinalis indica che si tratta di una pianta con proprietà medicamentose e terapeutiche.

Ciclo di coltivazione: è una pianta poliennale, cioè vive e produce per molti anni (8-15).

Famiglia: l’asparago appartiene alla famiglia delle Asparagacee, considerata da vari autori una sottofamiglia delle Liliacee.

Porzione commestibile: germogli (turioni).

Rizoma e radici: il rizoma è un fusto sotterraneo, orizzontale, fibroso, fornito di gemme al centro e di grosse radici cilindriche, carnose e lisce, paglierine, provviste di brevi radichette. L’insieme di rizoma, radice e gemme costituisce la zampa.

Il turione: botanicamente, non è altro che il vero fusto della pianta, provvisto di squame o foglie. Ma, colto prima della sua uscita dal terreno, rappresenta la prelibata parte commestibile. Con sistemi culturali diversi, si può ottenere bianco, rosato, violetto o verde.

I fiori, il frutto, i semi: se non vengono raccolti, i turioni diventano fusti ramificati di colore verde, muniti di foglie, ridotte a piccole squame, e di ramuscoli filiformi. In corrispondenza dei nodi di tali ramificazioni si formano i fiori, piccoli e solitari, campanulati e di colore giallo-verdastro.

Il frutto è una bacca di colore verde all’inizio e poi scarlatta, grossa come un pisello, contenente 5 o 6 semi neri.

CONSERVAZIONE:

Gli asparagi sono un prodotto particolarmente delicato e altamente deperibile, si consiglia di consumarlo entro 2-3 giorni. Per conservarli in maniera corretta, immergerli completamente in abbondante acqua e cambiarla due tre volte al giorno per permettere una adeguata idrorefrigerazione e freschezza.

 

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